mercoledì 17 aprile 2013

NAHA, BRASIL?


Molte tracce, a Naha, ci portano attraverso il Pacifico, fino in Brasile.
Non a caso la città è gemellata a São Vicente.

La prima volta in cui capii di essere finito in un posto strano, a Naha, fu ai fornelli dell'ostello Sora House, la mia prima cuccia in città. Fui travolto dalle chiacchiere birraiole di un ospite all'aspetto giapponesissimo, dalla chiacchiera brasilianissimo. Non ricordo il suo nome, ma ricordo che appena ci mettemmo a parlare in portoghese mi travolse di logorrea, lattine di birra Orion e bistecche di prima qualità portate con sé da Osaka. Mister X era uno dei tanti nikkei, brasiliani di origine giapponese, che vivono a San Paolo e in altre metropoli brasiliane. Trasferitosi in Giappone in età adulta, finito a fare l'operaio a Osaka. Appena poteva prendeva un aereo per Naha, vi passava un paio di notti (birra e musica di Okinawa in qualche locale fino all'alba), poi fuggiva su qualche isolotto minore con uno scatolone di carne e vi faceva churrascos epici. Era l'idolo dell'isolotto, anche perché le bistecche le pagava lui.


Altra traccia brasileira, a poca distanza da Sora House, il Bar Sao Paulo (senza tilde sulla A, perché tanto qui nessuno la saprebbe usare). Il proprietario, Rogério, è un altro nikkei tornato al luogo di origine, svariati anni fa. Molti, infatti, sono i cittadini di Okinawa che, in tempi duri, emigrarono in Brasile. E, in tempi duri in Brasile, alcuni - magari figli o nipoti - hanno fatto il percorso opposto. Il piccolo locale di Rogério è semplice e accogliente. Feijoada una volta alla settimana, ogni tanto accompagnata da una lasagna fatta dio solo sa come, portata delivery da un suo amico americano trapiantato a Naha. La sera che conosco Rogério incontro anche il suo amico americano mentre arriva con la teglia di lasagne. Come gli dico che sono della città delle lasagne si affretta a cambiare discorso.




Altra giornata, altro piccolo sogno a occhi aperti. Mi sto trascinando all'uscita del centro commerciale Palette, quando sbatto contro due oggetti che mi catapultano al volo in Brasile. Si tratta di due orelhões, telefoni di strada brasiliani a forma di racchetta da pelota (più o meno). Un dono della città paulistana di São Vicente (qui sopra la sua fontana con azulejos), cui Naha, poi ho scoperto, è gemellata.


Gemellaggio celebrato nel migliore dei modi a ottobre, durante il Naha Festival, lungo la centralissima Kokusai-dori. Una baraonda carnevalesca di scolaresche ispirate al mito tropicale e festaiolo del Brasile, bande musicali, ballerine di samba mozzafiato e, addirittura, Miss Ryukyu delle colonie nipponiche in Brasile. L'intero arcobaleno, alla brasiliana, per il puro piacere degli occhi degli spettatori. 
























Nella galleria commerciale Heiwa-dōri, sempre a Naha, la campionessa di brasilianità è Midori Onaga (http://www.deepbrabra.biz/), nativa di Okinawa ma con quindici anni vissuti a São Paulo e tre periodi in Mozambico. Il suo portoghese-brasiliano è perfetto, e così la sua simpatia. Nella galleria commerciale ha un piccolo stand interamente brasileiro: bandiere Ordem e Progreso, abbigliamento brasiliano, lattine di guaranà Antarctica, trombe e trombette, tazze e scarpe da ginnastica bandierizzate. Fra le chicche del suo negozietto: un casco da moto a forma di anguria e uno sanshin con la bandiera brasiliana. Ma, al di là della sua bancarella, Midori ha molto altro da offrire. Il nome del suo stand, Punga Ponga (http://www.deepbrabra.biz/shop/), deriva da una danza ombelico-a-ombelico di origine africana oggi diffusa anche nella provincia di São Paulo e di Rio de Janeiro. Midori ne è maestra, così come di samba, tanto da unire i due ritmi a jazz scatenato in un gruppo che spesso si esibisce a Tokyo, con diversi DVD all'attivo. Ha un blog dedicato alla batucada: BBB, ‘Bloco Batuque Brothers’ (http://sambabbb.ti-da.net/, il suo simbolo una goya danzante). La brasiliana-giapponese, inoltre, ha studiato profondamente la cultura delle tribù indigene di Taiwan, tanto da dedicare loro il sito web Good Life Taiwan (http://goodlifetaiwan.ti-da.net/). Donna piena di risorse, dunque, questa simpatica ex paulista.











E, last but not least, la capoeira, che sta prendendo piede anche a Okinawa. Per saperne di più:




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