domenica 7 luglio 2013

ELECTION TIME



È tempo di elezioni, in Giappone. Fra due settimane si voterà, e Naha non rimane ferma a guardare. Le vie del centro sono un viavai di strana gente che dice cose stranissime all’altoparlante saltellando sui tetti di furgoncini tappezzati con le loro facciazze. Stesse facciazze che si ritrovano su poster inquietanti sparsi qua e là a contribuire all’arredo urbano. Qui sotto un esempio: un candidatino così, voi lo votereste?

  
Stamattina, alle otto e mezza, una testa di cazzo randagia ha bussato alla nostra porta. Il tempo di lanciare un ohayo gozaimasu (buongiorno) e fuggire. Abbiamo pensato a un corriere, anche se di domenica mattina è strano. Quando, cinque secondi dopo il baccano, mia moglie è andata ad aprire – io stavo ancora sudando sul futon – non c’era traccia di cristiano. Solo un volantino elettorale nella buchetta della porta. Eccolo qua: appartiene a qualche pasdaran locale di Abe-san, uomo politico che a mia moglie sta simpatico più o meno quanto Bruno Vespa a me.

 

Quando abbiamo capito che cosa fosse successo, da brava coppia mista, abbiamo avuto reazioni differenti. Io ho fatto una preghierina alla Madonna del Carmine affinché mi rimandasse subito il volantinatore a bussare alla mia porta, così le mie nocche gli avrebbero spiegato di che pasta è fatto un italiano vero® (oggi è il settantesimo compleanno di Tonno Cotugno, bisogna pur festeggiarlo, no?). Satoko, mia moglie, ha sbavato un po’ di fiele in salotto, poi è corsa a telefonare all’ufficio elettorale locale per riportare l’accaduto (la legge giapponese impedisce, impedirebbe, di stracciare la minchia al prossimo per questioni politiche in questo modo) e chiedere quali tipo di rappresaglie armate sono contemplate in tali situazioni. L’impiegato dell’ufficio le ha risposto che purtroppo il governo di Okinawa non autorizza le antiche armi dei samurai, ma che una denuncetta alla polizia può aiutare a tenere lontani, in futuro, i mosconi dal miele. Ora stiamo valutando se investire il pomeriggio a schiacciare mosche o se a preparare un buon menù per gli amici che ci verranno a trovare stasera. Temo che opteremo per la seconda opzione, anche se la mia vecchia anima rissaiola mi dà gomitatine affinché io decida di seguire la prima. Se non mi sentite per un po’ saprete che cosa abbiamo scelto.



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