martedì 16 luglio 2013

VOLARE, A TAVOLA


Era da un anno, che ci volevo andare. L’altra sera, finalmente, i polpacci hanno trovato la forza per spingermi in bicicletta fino ad Akamine, vicino all’aeroporto di Naha, e assaggiare la cucina di Volare (in giapponese: Woraare), al momento l’unico vero ristorante italiano di Okinawa. Ne è valsa la pena. 



Il primo momento è stato a dir poco surreale. Mi sono presentato al proprietario-chef (Pietro, di Roma; “Piacere, Pietro. Io sono Pietro”), che a sua volta mi ha presentato il secondo cuoco, Piero, veneto. In tre ci siamo guardati negli occhi, poi siamo scoppiati a ridere (le nostre mamme sono state delle originalone, in quanto a fantasia). E mi è venuto in mente che a Fukuoka c’è una catena di ristoranti ‘Pietro’ la quale ha dato anche nome a una salsa. Quando un paio di anni fa entrai da Pietro a Fukuoka (all’ingresso faceva da guardia una statua da buffo chef verace italicus con baffoni da messicano) e alla buttadentro dissi che mi chiamavo Pietro, sul serio, si fece una risata di mezz’ora (forse pensava che un nome così fosse fantascienza applicata al marketing della ristorazione). 



ziti di Gragnano al ragù



spaghetti di Gragnano al ragù

penne ai porcini

Nomi a parte, è stato davvero piacevole incontrare i miei omonimi. Innanzitutto perché mi hanno fatto mangiare pappe che mi hanno permesso di dimenticare i pastoni per cinghiali di Marino (http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/2013/07/marino-lultima-spiaggia.html), e poi perché sono simpatici. Tra le figatine del locale una zuppetta di beni-imo (patata viola dolce, http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/2013/03/e-viola-ma-non-e-un-tulipano.html) come apripista, una delizia che non avevo mai assaggiato prima. 


Zuppa di beni-imo
(patata dolce viola)


Zuppa di beni-azuma 
(patata di Okinawa)


Zuppa di rape rosse

Pasta fatta a mano e buone pizze, anche se di dimensioni standard giapponesi (la metà di quelle nostrane). Pietro vende qualche prodotto italiano, come aceto balsamico, olio d'oliva e pasta di Gragnano. Sia lui sia il secondo comandante hanno grande nostalgia dell’Italia (hanno allietato la mia masticazione a suon di Laura Pausini, non sapevano quanto odio la sua fessa tra i denti), e io ho fatto di tutto per scoraggiarli (“Leggetevi la prima pagina di Repubblica tutti i giorni, la voglia di mandolini e cappelli d’alpino vi passerà al volo”), ma ho quasi la certezza che non mi abbiano ascoltato. “Ci sentiamo presto per un barbecue alcolico in spiaggia, ok? Ma senza mogli, ok2?”, mi hanno proposto. Ho accettato al volo, anche se di solito non vado più in là di un paio di birre (quattro anni in Brasile hanno smontato ogni mia ambizione etilica). Spero di rivederli presto, anche perché da queste parti parlare italiano è frequente più o meno quanto parlare finlandese.





Volare, aperto tutti i santi giorni dalle 11,30 alle 14,30 e dalle 18 alle 22

Tel. 098-963-0154




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