sabato 21 settembre 2013

VITA DA UMINCHU - AN UMINCHU'S LIFE


L’altro giorno, pedalando lungo la Route 331, a Itoman ho scovato una perla non segnalata sulle guide: un piccolo museo dedicato alla pesca, a conduzione familiare. Zero Eigo, ma gentili e simpatici uminchû, ‘gente (uomini) di mare’ nella lingua di Okinawa. Il locale è ospitato in un capanno non lontano dal mare, sul lato di un piccolo parco. Si nota per i bei graffiti con tartarughe, pesci e pescatori. All’ingresso qualche buffa scultura fatta con galleggianti, all’interno (100 yen da depositare in una scatola mangiasoldi) di tutto un po’. Le mie chicche preferite sono la barca costruita riciclando un aereo da guerra americano e un paio di aragoste di metallo fatte da qualche scultore in gamba. Inoltre, foto di Gloriosi Pescatori e galleggianti, abbigliamento da pesca a e qualche orrido trofeo (tartarughe imbalsamate, un piccolo squalo che sembra vivo). E poi: conchiglie, remi fatti a mano, modellini di barche, ricordi delle gare passate di Haarii (competizioni fra equipaggi di barche-dragone), ami, reti, cesti per i pesci, strumenti per la navigazione, boe, seghe per ricavare le canoe dagli alberi, maschere e pure un servizio per il tè. Nella sala in fondo si costruiscono canoe Sabanii – una particolarità di Itoman, la cui forma ricorda quelle degli squali - e se sarete fortunati vi troverete un maestro carpentiere al lavoro. Un ultimo gioiellino sono le scatole-kit per la pesca, che contengono accessori utili agli uminchû: sigarette, pronto soccorso e un piccolo sacchetto con sale, fondamentale per avere una navigazione priva di pericoli. Prima di mettersi in mare bisogna buttarne una manciata contro la prua e si sconfiggerà la cattiva sorte.
  

























The other day, cycling along the Route 331, in Itoman I found a pearl, not reported on guidebooks: a little museum dedicated to fishing, managed by a family. Zero Eigo, but gentle and likeable uminchû, ‘people (men) of the sea’, in Okinawa’s language. The museum is inside a shed not far from the sea, on the side of a small park. You can notice it by the cute graffiti of sea turtles, fishes and fishermen. At the entrance some funny sculpture made with floating hooks, inside (100 yen to be dropped into a money-eating box) a little bit of everything. My favorite little treasures are a boat made recycling an American war airplane and a couple of metal lobsters made by a skilled sculptor. Besides, photos of Glorious Fishermen, floating hooks, fishing clothing and some horrid stuffed sea turtle and a shark that looks alive. And also: shells, handmade oars, boats scale models, mamories of past races of Haarii (dragon-boats competitions), hooks, nets, baskets, masks and also a tea set. In the last room are built Sabanii canoes – a peculiarity of Itoman, whose shape reminds a shark -, and if you are lucky you’ll find a ship’s carpenter at work. Last but not least, you may see a kit-box for fishing, with useful acessoires for the uminchû: cigarettes, first aid and a small bag with salt, essential for a safe navigation. Before going to the sea, you need to throw a handful of it on the prow and you’ll be protected against the bad luck.




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