domenica 29 giugno 2014

SAKAEMACHI HA SUDATO


Ieri si è riaperta la baraonda degli spettacoli estivi al mercato Sakaemachi, una delle figate più autentiche che Okinawa ha da offrire. Ogni ultimo sabato del mese, fino a ottobre, le tre Oba Rappa – signore del posto che nella vita normale hanno attività commerciali nel mercato, ma che da quando hanno iniziato a cantare rap nella lingua di Okinawa stanno avendo un successo incredibile – accompagnate da un circo matto di musicisti e ballerini si esibiranno sul palco casereccio del mercato nel quartiere di Asato, a Naha. Io, come sempre, ero in prima linea e ho fotografato tutto il fotografabile.
  













Ieri la temperatura e l’umidità erano impossibili, la mia camicia l’ho completamente sudata dopo dieci minuti, ma anche il resto dell’umanità presente non è stato a guardare. Lo spettacolo si è svolto secondo il copione già collaudato, con un inizio lento e un crescendo costante che ha portato il pueblo unido a ballare e roteare i polsi nell’ammucchiata finale. Qualche novità, qua e là. A partire da un gruppo di Eisa – la musica/danza tradizionale di Okinawa – composto da membri con la sindrome di Down, bravissimi e infuocati durante la loro esibizione.

 






  


  
Il clou, come sempre, è stata la performance delle tre Oba Rappa, ma si è vista anche qualche altra esibizione senza prezzo. Per la prima volta ha fatto capolino la gaijin music, con un gruppo (A-Nova) di Londra che ha schitarrato note europee, roba esotica da queste parti. Ha concluso un gruppo bravissimo che sembrava uscito da un film di Kusturica. Fra i suoi membri una spettacolare suonatrice di ? contrabbasso? viola? violone? cinese. Nelle sere d’estate si esibisce lungo Kokusai-dori ma ieri era lì sul palco, che emetteva magia e sudava come tutti. Avrei voluto asciugarle la nuca con la lingua in funzione di spugna, ma quello di Naha è un mondo piccolo e parla, non sta bene andare in giro ad asciugare le nuche, credo.

 




A fine orgia ci siamo trascinati, tanto per cambiare, da Sudaka (mi scuso per il giochetto di parole), il ristorante argentino che amo e che ci ha ristorati a suon di empanadas e birre. Poi sono rotolato a casa e tutto si è fatto buio.


(foto di  桑村 ヒロシsan, arigato!)

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