venerdì 21 novembre 2014

ONAGA ICHIBAN!


Ieri sera ho stretto la mano al nuovo governatore di Okinawa, a nome di Tutto Il Popolo Italiano (fatta eccezione per i mafiosi).

Onaga-sama, in quella magica circostanza, mi ha giurato dieci comandamenti dei suoi (miei; mentre lo faceva ho messo una mano sul mio cuoricino, a suggello del patto):
1) salverà tutti i gatti e pure tutti i cani e pure tutte le cagne randagie di Okinawa;
2) dirotterà tutte le ruspe che ogni giorno distruggono le vecchie case tradizionali verso i palazzoni degli speculatori edilizi;
3) le basi militari americane saranno trasformate in parchi pubblici e d'ora in poi a Okinawa entrerà solo gente priva di armi;
4) proibirà le crociere, soprattutto quelle cinesi, e svilupperà il turismo culturale;
5) proibirà la carnazza gringa Spam nell'Okinawa Chanpuru;
6) proibirà la vendita di borsette fatte con le rane spacciate impunemente lungo Kokusai-dori;
7) abbasserà di brutto le tariffe dei soapland;
8) abolirà l'uso della panna nei ristoranti 'italiani' di Okinawa che spacciano impunemente carbonarazze;
9) nominerà come suoi vice i dugonghi di Henoko e la kuina di Yanbaru;
10) regalerà un visto permanente a tutti i pietriscòzzari presenti nell'arcipelago.
Credo che sia andata così, non ricordo bene. Alla sua festa c'era troppa biru.


SUGEEEE!!!! - My candidate, Onaga Takeshi-san, even if they didn't let me vote (I'm gaijin, you know), WON!!! I'm happyyyyyy!!! I went with Satoka to his party (two huge barrels of sake, biru for minna-san and A LOT of food), we shook hands and I told him that Italy is with him (in that moment I decided to represent 60 millions of Italians and declared myself Ambassador of Italy). There were many journalists and few gaijin, as my friend Jane Close - an Australian director who has been following the thorny issue of the American bases (Takae, Henoko etc.) for years. Onaga defeated with a huge gap of votes the opponent Nakaima, actual governor of Okinawa, backed by Washington/Tokyo's $ and by the big companies. Onaga got the votes from the Okinawans not soooo interested in becoming billionaires and from the many Japanese people that moved to Okinawa from the 'Mainland' tired of the scary politics of Abe (nuclear energy, Olimpics, censorship to media, abolition of the article 9 of the Constitution etc.). Not only Onaga won, but his candidate to Naha's mayor - Shiroma-san - won too. At the victory's party there was also Inamine Susumu-san, the mayor of Nago, who finally, with today's elections result, will have more power to oppose the construction of the American base in Henoko and the destruction of its precious environment. Interviewed by the national TV, Inamine-san was asked "How to stop the Americans and Abe?". Answer: "Simply applying the many Japanese rules that are written in the Constitution." At this point the message to Abe from Okinawa should be more than clear. Now starts the 'real job' for Onaga. The big hope, for Okinawans, is that he won't follow the bad steps of Nakaima, who also was elected promising 'no more bases' and changed his position after getting a lot of money from Tokyo. GOOD LUCK, Onaga-sama!


L'altra sera, alla festa per la vittoria del nuovo governatore, è stato molto bello non solo perché Onaga ha vinto (temevo un'Okinawa Berlu-style, in cui il popolino scimmia vota il miliardario $$$-oriented con il sogno di raccogliere almeno un po' delle sue briciole). Mi sono divertito perché, scremati i serissimi giornalisti usciti dal parrucchiere, gli uomini tesi della sicurezza, le quattro fighesse che ci sono sempre nei momenti VIP in ogni angolo del globo, tutti gli altri erano persone semplicissime. I veri okinawesi. Sbronzi - due barili di sakè hanno lasciato il segno -, vestiti come tutti i giorni e accorsi a celebrare assieme un momento più unico che raro. Sarà stata anche la location - un parcheggio improvvisato vicino a casa mia, dove di recente sono stati abbattuti due palazzoni mostruosi - e i tendoni, ma il tutto faceva un po' Festa dell'Unità (di quelle buone, piccole, di paese). Birra gratis per tutti, un quartetto di birraie si è interessata alla mia italianità (eravamo quattro gaijin in croce), diversi nonni mi hanno chiesto da dove venissi e quando ho detto loro che ero girolamo mi hanno stretto la mano a lungo. Quando ho regalato dei 'congratulations!' (per la vittoria) a destra e a manca la gente era così felice che quasi si metteva a piangere. Sarò pure finito su Marte, ma a volte i marziani mi piacciono moltissimo, anche se il mio giapponese è quello di un venusiano.


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