mercoledì 6 maggio 2015

HAARII, TERZO GIRO. ANCHE QUEST'ANNO C'ERA GGENTE, SI SON VISTE COSE


Anche la quarantunesima edizione dello Haarii (per i gaijini 'Dragon Boat Festival') si è conclusa e io mi sono fatto una tripletta di sessioni fotografiche - una al giorno, finché ho retto. Tutto, più o meno, come al solito. Il primo giorno è stato inaugurato dalla nuova sindachessa di Naha con il rituale taglio del nastro e il discorso di apertura. La parte del leone l'ha fatta il sumō. Ogni anno rivedo gli stessi atleti e sono sempre più allibito dalla possibilità che un essere umano maschio ha di aumentare le proprie mammelle senza l'apporto del silicone. Che siano i cibi di ultima che circolano alla festa?



















Il secondo giorno, lunedì, ho visto un po' di spettacolini per lettori di Lolita e un simpaticone mi ha ritratto assieme al suo gruppo folcloristico indigeno, tutto sommato un bel ricordo.


 









La terza giornata, ieri, è stata quella dedicata soprattutto alle competizioni fra le canoe, divise per tribù: locali di serie B, rambi e rambe, scuole (inclusi i sempre più numerosi nepalesi), locali di serie A - l'ultimissima gara è sempre a loro riservata. L'arrivo in massa degli occupanti americani, come ogni anno, ha cambiato di botto il panorama umano. Tatuaggi, obesi, palestrati, 'yellow cabs' (giovani giapponesi alla ricerca di un futuro almeno texano), magliette con scritte quasi spiritose o del tipo 'siamo qui per salvare il mondo', razze e girovita di tutti i colori e, last but not least, un notevole quantitativo di gnocca assortita. 




























Che altro? Parecchia biru (啤) Orion, la marca per eccellenza di Okinawa (annacquata, detto fra noi); un karateka-showman matto; qualche cinghiale sudato e qualche signorina in abiti discinti. Alla sera spettacoli musicali - ma a quell'ora sono sempre fritto e non ho più l'età per certe cose - chiusi da fuochi d'artificio che, tre sere su tre alle nove, mi hanno spaventato le gatte. Mi sa che ci torno anche l'anno prossimo, se sarò ancora da queste parti/vivo.




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