lunedì 31 agosto 2015

GOMI PARTY!


Ieri è stata una bella giornata a La Passione, una casa di tre piani nel quartiere di Sobe, a due passi dal tribunale. Acquistata dalla mia amica Francesca, a dicembre (se tutto andrà bene/i muratori rispetteranno la tabella di marcia) diventerà una guest-house. La più cool di Naha. Finalmente un alloggio ‘boutique’, non un ostello pulcioso né un hotel anonimo, di cui (entrambi) la città abbonda. Atmosfera a go-go, pappe internèscional serissime, posizione strategica e much more (caffè vero, Italian style).


Nei giorni scorsi, per dare un taglio al passato e aprire la finestra verso il futuro, la casa bianca e arancione ha subito una doppia benedizione. Prima per mano e acqua santa del prete vietnamita che capeggia la cattedrale a due passi dalla casa (mi ha pure benedetto un panino in cucina e il laptop che mi ero dimenticato aperto). Poi da un monaco buddhista che ha cosparso l’edificio nei quattro angoli con il mio prezioso sale di Sicilia. Devo dire che il secondo intermediario degli dèi era molto più cool del primo (fèscion, rituali, accessori assortiti), con tutto il rispetto che ho per il Vietnam e per il suo sacro caffè.




Ci ho messo un mese tondo, e ieri finalmente abbiamo aperto le porte per il primo Gomi Party (‘festa della monnezza’) della storia postmoderna di Okinawa. Perché un nome così onirico? Perché la mia amica ha acquistato la casa con la sorpresa. Oltre ai muri le hanno dato incluso nel prezzo TUTTO quello che c’era dentro. Mobili, miliardi di piatti, stecche da biliardo e portasigarette a forma di bottiglia di whisky (classe 1970, una figata che non do a nessuno). Insomma, ho messo su un mercatino delle pulci sparpagliato su tre piani di casa.






Al pianterreno: ciarpame assortito di tutte le forme, colori e odori. Alcuni pezzi pregiati. C’era pure l’altarino per i morti domestici, ma nessuno lo ha acquistato. Lì di fianco ho aperto una stanza per il rusco, come lo chiamiamo a Bulàgna, GRATIS. Nonostante il prezzo vorticoso nessuno si è portato a casa alcunché, chissà perché.


Al primo piano (secondo, in Giappone) ho allestito un mercatino vintage italo-europeo cui i nostri mercatini italiani fanno un baffo. Mi sa che nella prossima vita mi reincarnerò in commessa. Ho esposto tutte le figate che abbiamo importato dal Bel Paese lo scorso natale. Prezzucci altucci, ma le poste non mi hanno fatto regali. Nella porta di fianco la stanza ’50 yen’, con ciarpame assortito a prezzo più che simbolico (ovviamente è stata la camera che ha avuto più successo).







Al secondo piano (terzo, in Giappone) due stanze. La prima dedicata alla homeless fashion, la seconda ai mici di Okinawa, con oggetti il cui ricavato verrà usato per diversi progetti che aiutano i gatti randagi.








Last but manco per la cippa least, al pianterreno (primo piano, in Giappone), il Pappa Corner, dove Pietorochef si è esibito nell’arte di sfamare il pueblo unido a prezzi da mensa proletaria. Devo dire che la ggente ha masticato a quattro palmenti. Piatto unico con fusilli alla pummarola e basilico, insalata di riso, insalata all’aceto balsamico e pane con olio d’oliva, sale di Sicilia sopravvissuto ai buddhisti e salvia. Spritz, lambrusco, limoncello, caffè espresso fatto con la moka (gettonatissimo).





Alla consolle c’era Goya-san DJ, che ha messo vinili ghei degli anni Ottanta su un giradischi rosso che di anni ne deve avere, appunto, ottanta (lo cedo solo per ottanta milioni di dollari). Stayin’ alive è stato un successone.





Alla sera hanno fatto un’incursione pure Paul & Kelly, una coppia di amici inglesi con i loro levrieri. Goya-san è andato in visibilio e si è accoppiato pubblicamente a uno di essi.





Alla fine della baraonda eravamo stanchi stracciati (ho cucinato per dodici ore filate), però ci siamo divertiti. Per cui abbiamo deciso di ripetere l’avventura questo fine settimana (giammai weekend). Anche perché la casa è ancora piena zeppa di roba e vorrei spacciarla prima di chiamare l’ultima spiaggia (il tipo del recycle shop di mia fiducia).



Nessun commento:

Posta un commento