domenica 2 agosto 2015

VOLARE SENAGAJIMA, È QUI LA PAPPA


Ieri ha aperto ufficialmente Volare Senagajima, la mangiatoia take-away dell’amicone Pietro2. La cosa era attesa da luuuungo, il complesso turistico Umikaji Terrace di cui VS fa parte ha avuto una collezione di ritardi per arrivare al giorno X, ma Pietro ha tenuto duro, ha messo il gorgonzola in frigo, ha spolverato le bottiglie di gazzosa e alla fine il bambino è nato. Gran bel bambino, bisogna dire.






Per VS ho fatto una donazione autopromozionale: tante belle foto dell'Italia, stampate dal fido Higa-san e appese a un muro per gli occhi degli Spett. Masticatori.


FLAVORS ORGY, today, at Senaga-jima!

I went with my friends Goya-san and Gabriele-san to the official opening of Volare Senagajima and it has been like... going back in time to our childhood's flavors. Panini with prosciutto and gorgonzola, with mortadella and pomodori secchi... I'm still dribbling, just thinking of that. Yusuke-san brought fresh basilico, adding a plus to everything, and the view from the terrace, well... no comment. We also had sliced pizza with potatoes and rosmarino, and Goya-san, who has a very warui education, couldn't stop sucking his fingers. Me and Gabriele saw several gods the moment we ate arancini al nero di seppia. It was the first time for me and I won't forget them easily. What else? Well, great biru, wanderful staff and cute paper bags for taking-away pizza and panini. On the walls my photos of Italy. How can I say... today I felt at home. 
GRAZIE, Pietro Sartogo!!!








 


Ieri ci sono andato in missione ciclista con i fidi Goya-san e Gabriele, l’amico karateka di Sansepolcro qui in trasferta professionale. Siamo sopravvissuti al caldo zozzo e al traffico e, giunti a Senaga, è stato un bel rinascere. Bīru gelata e i sapori dell’infanzia adulta: panini strepitosi al gorgonzola e PRO-SCIUT-TO! (emigrate a Okinawa, poi capirete il valore intrinseco socioculturale delle cosce dei poveri maiali morti), MOR-TA-DEL-LA (idem) e pomidori secchi. Sòccia, che bontà.



Inoltre, per la prima volta in vita mia: arancini (-e, a voler essere siculi di Trinacria) al nero di seppia. A me le seppie e il nero in bocca non fanno impazzire, ma quello che mi sono infilato in gola ieri mi ha fatto vedere una serie di dèi assortiti. Poi, per non farsi mancare nulla, tranci di pizza classica e alle patate e rosmarino. Sì, lo so, voi compatrioti che mi leggete dal Paese di Renzie direte sai che robba, ma qui, nel Paese dei delfini sgozzati, è fantascienza di quella buona a 5*.


Come contorno abbiamo usato un ettometro di basilico freschissimo portato dall’amicone Yusuke, un passato ad Alba, ancora un buon italiano e – non guasta – un costante sorriso stampato in volto. Sorriso che ho ritrovato anche sul personale – non guasta 2 – che lavora a VS. Altre figatine: i sacchetti di carta con la scritta GRAZIE, in Itariago, per il take-away



Bibite fighette e birre italiane, affiancate alla sempre buona Kirin. Goya-san, che ha un’educazione tutta da rifare, si è succhiato rumorosamente le dita, mentre pasteggiava a quattro palmenti. Io, mentre apprezzavo la birra, non ho potuto fare a meno di apprezzare anche una notevole quantità di cosce randagie (non solo quelle dei maiali). Il luogo, a voler essere ragionieri puntigliosetti, pullula di donne femmine. Chissà se fanno parte del pacchetto Umikaji Terrace, secondo i costruttori.




Fatta questa analisi antropologica della domenica mattina, non mi resta che augurare un grande IN BOCCA AL LUPO a Pietro2. Malissimissimo che vadano gli affari (impossibile, le sue pappe sono a prova di critico Michelin), si potrà sempre lustrare gli occhietti. Che, tutto somaro, al giorno odierno d’oggi, è pur sempre un benefit, anche se forse non aiuta granché a pagare le bollette.



1 commento:

  1. ho ritrovato pietro.Ho lavorato con lui a Yohohama nel lontano 2001,persona fantastiche e all'epoca mi è stato anche di grande aiuto,abbiamo visto anche un amichevole di calcio Giappone Italia.lo ricordo con affetto e mi fa piacere che sia ancora dietro hai fornelli.

    ciao pietro.

    RispondiElimina