lunedì 8 agosto 2016

MARCHÉ AT SUIJO-TENPO


どうもありがとうございます to all the nice people that yesterday came to Suijo-tenpo arcade and enjoyed our market and photo-exhibition! It has been a pleasure to bring some life and color (and a little bit of Italian culture) to this alley usually dark and forgotten.










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On the 2nd of October we'll hold a new event, that time focused on FABRICS
And at the beginning of December... Christmas Market!





A particular GRAZIE to Ryuma Okazaki for saving my life bringing yummy Vietnamese coffee just one second before I was almost collapsing and to Gino Goya for the good company. And, mochirronissimo, to Satoko Ishizaki and to むらやま まゆみ (+ daddy + daughter) for organizing the nice event!












  
  







By Satopicassa




P.S.: also a GRAZIE MILLE to the two friends that played Shanghai with me, bringing me back to my childhood...


Non che in Itaria i picchiatelli manchino, ma il Giappone è senz'altro il Paese campione degli sciroccati. Ieri abbiamo tenuto un piccolo evento (mercatino-mostra fotografica) nel corridoio prospiciente il negozio di Satoka, un intestino dimenticato dagli dèi. Lo abbiamo fatto non solo per fatturare, ma anche per portare un po' di vita a quel tubo grigio di polvere e bianco di neon. La cosa è stata pubblicizzata sui medi ed è venuta un po' di gente randagia mai vista prima (non solo i soliti quattro amici). A un certo punto è arrivato un omarino almeno autistico. Armato di ombrello, si è messo a leggere TUTTO quello che avevo appeso ai muri per decorare la situèscion: libricino dei panettieri bulagnesi (mi ha chiesto se i pani raffigurati fossero chiocciole), sei volte il biglietto da visita del mio amico Pietro2, tre quelle del mio amico formaggiaio John. Speravo che con l'ombrello, che trascinava come una coda morta, centrasse una delle mie ceramiche di Faenza, così da fatturare a ombrellate sulla (sua) nuca. 


Purtroppo non ha fatto danni. Stanco della visita museale, ha estratto una piccola macchina fotografica e ha iniziato a immortalare TUTTO. Coltellini per tagliare il parmigiano e foto di tagliatelle sbrodolanti ragù, vecchie scatole per il lievito e macchine per il caffè. Mi sono sentito vagamente invaso, anche se da paparazzo sono io, di solito, quello che invade gli altri. Chiccazzo era, un inviato della dogana? Un birro deviato? Un oligofrenico? Un blogger ex-ggiovane vestito da impiegato? Di colpo ci è piombato addosso, a me e a Satoka, mentre ci spartivamo un panino sbrodolante maionese e stavamo per azzannarlo. Sato gli ha fatto il gesto tradizionale giapponese antivampiri, braccia incrociate a 90° ('dame!', 'proibito/no/vatteneaffanculo'), e finalmente la ciste si è allontanata, frustrata nelle sue esigenze fotomaniacali. Ha raccolto cartella da ufficio, coda e sì è scavato dalla minchia. Ovviamente non ha comprato nemmeno una cartolina di beneficenza per i mici randagi. Da tempo chiedo il potere assoluto su Okinawa per 24 ore filate, così riscrivo Tutte Le Cose. Da lassù, però, non mi hanno ancora mandato le chiavi, perdiondirindina.



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