sabato 18 gennaio 2020

LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ, NIENT'ALTRO CHE LA MIA VERITÀ


Il Progetto di quest'anno, l'Opera Magna, marchette-free:
Una guida che prima o poi, speriamo prima, nascerà.
Scritta a quattro mani/piedi con l'amico biologo marino Giovanni Diego Masucci e con il prezioso contributo di altri amici, perlopiù girolami.
Quando uscirà (su Amazon, in mancanza di $eri editori stampanti)?
Solo gli dèi lo sanno.
Per ora beccatevi l'introduzione, tanto per avere un'idea di che cosa si tratterà. Insh'Allah!


Con preziosi contributi di Emanuel Giordano e Gabriele Parlani (karate), Marco Pampaloni (isole e isolette), Eugenio Goi (supporto tecnico, giapponese)

Dedicato alle isole Ryūkyū che furono



INTRODUZIONE


  Dopo quasi nove anni passati a Okinawa, per me scrivere una guida di viaggio sull’arcipelago in cui ho deciso di vivere è quasi un atto dovuto. Non perché io soffra di grafomania, ma perché in questo lasso di tempo troppe cose sono cambiate, quasi mai in meglio. Inoltre, sul mio blog dedicato a Okinawa vengo sempre più spesso contattato da compatrioti in fuga dal Bel Paese, oppure in semplice vacanza da queste parti: molti di essi, oltre ad avermi scambiato per un’agenzia di collocamento, mi devono aver pure scambiato per l’ente del turismo okinawense. Perché, dunque, non mettere tanti puntini su altrettante i, una volta per tutte? Se possibile, consigliando quanto è rimasto di buono da queste parti, sorvolando - il più possibile - su ciò che non lo è più; lungi da me lo spirito del dottore missionario: se il mondo ha deciso di farsi male con le proprie manine non riuscirò di certo a convincerlo a rinsavire.

  Ecco un breve elenco del marcio in Danimarca (poi non lo citerò più, forse lo giuro): cemento a go-go, depositato dalle betoniere spesso controllate dalla yakuza su ogni filo d’erba che osa mettere il capino fuori e vedere che faccia ha il sole; basi militari americane e giapponesi pure in costante espansione, come se già non bastassero quelle presenti, di pari passo al cemento; distruzione dell’ecosistema - coralli, foreste -, quotidiana e massiccia, grazie all’iper-pesca, all’avidità edilizia delle grandi catene alberghiere e commerciali e, più in generale, grazie a un senso di disgusto che troppi giapponesi provano nei confronti di tutto ciò che è naturale (natura = sporco, secondo innumerevoli testine); lo sfruttamento dei poveri animali solo in termini di cibo o di attrazione turistica, in primis la gallina dalle uova d’oro, l’infame prigione per pesci (l’acquario Churaumi); l’esplosione, in termini di numeri, delle crociere cinesi - ma non solo - negli ultimi anni, frutto di una scellerata scelta economico-politica voluta dai recenti governi locali (il risultato: sempre più orde di carne sguaiata a caccia di shopping compulsivo, totalmente disinteressate alla cultura e alla storia di Okinawa, ma interessatissime a riportare in Cina carriole di creme per la pelle Shiseido e altre amenità); distruzione sistematica delle belle case tradizionali okinawensi, per sostituirle con ben più proficui condominietti, uno più architettonicamente anonimo dell’altro; uno stile di vita sempre più americano basato su SUV, centri commerciali, Crocs e cibi per obesi che, da tempo, hanno mandato a farsi benedire le leggende sulla longevità di cui ancora, anacronisticamente, campano tanti ‘giornalisti’ da sedia d’ufficio; parchi e giardini pubblici irrorati copiosamente con il cancerogeno Roundup della maledetta Monsanto (oggi Bayer: aspirina, addio). Temo di aver dimenticato qualcosa, ma forse è meglio così.

  Tutto questo bel menù dovrebbe bastare per farvi desistere dal visitare la bella Okinawa. Per fortuna, però, la bella Okinawa ha anche molti altri piatti, succulenti, con cui imbandire la tavola. Speriamo che continui ad averli ancora per un po’. A me e all’amico Giovanni, Don Quijote (non quello dell’omonima, orripilante catena commerciale che sta impestando pure Okinawa) e Sancho Panza importati dalla lontana Itaria, la missione - più difficile ogni giorno che passa - di consigliarvi come godere al meglio di Okinawa, valorizzandone ciò che ha di buono e autentico, dimenticando, ignorando tutto il resto. In questa guida, dunque, non troverete alcuna indicazione riguardante molti luoghi promossi dalla letteratura turistica mainstream: non ci interessano $ponsor quali l’ente del turismo o le catene alberghiere. Qui non ci sono informazioni riguardanti l’acquario, lo zoo e altri simpatici luoghi di prigionia e tortura degli animali; non ci sono grandi alberghi dai grandi comfort; non ci sono nemmeno le grandi scatole per gonzi, i centri commerciali che tutto racchiudono ma dove nulla succede. Qui non troverete americanate assortite, hamburgherie per obesi amanti delle armi. Per queste amenità vi consiglio il Sig. Google, bravissimo a stanare tutte le schifezze dell’im-mondo. Qui, al contrario, troverete quel poco di natura che ancora respira di vita propria, alberghetti e negozietti ricchi di atmosfera e non gestiti da schiavi delle catene commerciali; ristoranti che, se possibile, non vi avveleneranno e vi cucineranno cibi autentici; luoghi da visitare che profumano di verità e non di plastica. Per scrivere questa guida, oltre a sudare assai, ci siamo consapevolmente, forse masochisticamente, auto-privati di eventuali sponsorizzazioni, viaggi stampa, biglietti aerei, notti gratis in alberghi di lusso e sbafate pure di lusso in ristoranti alle cinque stelle e ai quattro formaggi. Ma, come ci piace dire da un po’ di tempo a questa parte: ce ne fottiamo.

  Come di rito, due righe di ringraziamenti agli amici che hanno arricchito questo libro: ai karateka Emanuel Giordano e Gabriele Parlani, per il loro dipinto del mondo del karate okinawense; a Marco Pampaloni, che anche se ama l’insalata a foglie grandi e non piccole, ne sa una più del diavolo su Ishigaki e dintorni; al super-tecnico Eugenio Goi, in arte Gino Goya Sensei, che con un cacciavite in mano fa miracoli nel mondo dei computer; a moglie Satoko, per le illustrazioni kawaii che arricchiscono questa guida. Speriamo, io e Giovanni, che questo libro vi sia utile, soprattutto a godere dell’Okinawa ‘buona’, quella che tutti i giorni amiamo e che speriamo ci sopravviva.

Pietro Scòzzari
Naha, gennaio 2020




domenica 15 dicembre 2019

MATSURI LATINO 2019


Thank you very much,

どうもありがとうございます,

Grazie mille,
Muchissimas gracias,
Muito obrigado mesmo
To all the nice people, old and new friends, that today came to the 6th edition of the Matsuri Latino!
It's amazing to see how this little event grew throughout these years...





As usual, it has been great fun, even if I worked as a machine. I don't know how many dozens of espresso I made.
Super-Special THANKS to Akemi Sesoko Sensei for letting us have fun at her school; to Maria Soledad Nerome and to Rumiko Onaka for organizing the whole thing; to Juan Carlos Lugo for being, once more, the perfect host, with happiness and great energy; to Oswaldo Castro, for coming directly from Chile; to the neko-women Satoko Ishizaki and Eiko Pocky for trying to raise some funds to help the poor stray cats of Okinawa. And, more in general, to all the happy souls that brought their good mood to the party and helped cleaning.
























See you at the Matsuri Latino 2020!!!


domenica 8 dicembre 2019

MARKT & PROOTS


ARIGATOu GOZAIMASUissimo to all the kind clients and friends that yesterday came to our tables ('Europa Vintage Okinawa' + 'Tibitoko') at the annual edition of Markt, the German-style Christmas market this time held inside Cargoes Mall (outside, especially in the morning, the weather was horrible; I feel sorry for the food sellers, not authorized to keep their stalls inside...).




A VERY special THANK YOU to two friends that saved our lives: the always-wonderful Gino Goya Sensei: without his car to transport a couple of pyramids from our studio to the mall under the rain yesterday's market would have been Mission Impossible #9 for us; without his arms to pack the leftover of the pyramids at the end of the market we won't have been able to leave the mall by 9 o'clock p.m., as scheduled; and a special THANK YOU to the super-nice Chiyo-san who saved two starving souls bringing us wonderful coffees and cakes: at luch time we were so busy we couldn't go hunting for any kind of food.


Also special THANKS to Tom McKinney and to his lovely wife for coming to Naha from Uruma just to buy one of Satoko's unique Santa Claus(es), unfortunately sold out a couple of hours after starting the market... Satoko promised that she'll make another one for them as soon as possible (which means: hopefully before August), so for the moment, guys, please be happy just with a photo of Sato's Santas... Last but not least, a special ARIGATOu to Sudou-san, the Super-Organizer of this fantastic event that we were lucky to join, finally, after many years we wanted so. Excellent job! Yesterday, between the many interesting goods - handicrafts, vintage, exotic stuff -, we especially enjoyed the stall of a Tokyo's shop selling wonderful Scandinavian items - mostly pottery, but not only.



Markt continues today (Sunday), with our friend Yu-san of Proots (local goods store in Minatogawa, Urasoe) taking our place, this time outside, along Kokusai-dori, where now shines a beautiful sun. 'Europa Vintage Okinawa' exhibition-sale continues at Proots, starting from Tuesday 10th until Tuesday 24 included (closed on Wednesday 11th and 18th). See you there, ciao!