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lunedì 28 agosto 2017

PIADINA E MERCATO DA MAMMA LELLA


GRAZIE INFINITE al migliore ristorante italiano di Okinawa, Mamma Lella di Onna-son! Ieri lì, tra un'orgia di piadine fantastiche, abbiamo tenuto un piccolo ma succoso evento: piadine a go-go in cucina, mercato di oggetti vintage dall'Italia sui tavoli. Di recente ho inaugurato Europa Vintage Okinawa, una pagina FB di vendita di oggetti vintage importati direttamente dall'Italia:





Cinque ore spese bene, non solo per fatturare, ma anche per portare un (bel) po' di atmosfera italiana in questo angolo del mondo. Sono venuti parecchi clienti abituali del pluridecorato ristorante, più qualche curioso attirato dalla pubblicità che avevamo fatto all'evento.


GRAZIE MILLE x MILLE to 'Mamma Lella' for hosting yesterday a very special event (Piadina & Mercato)! 

It has been great fun and I could eat two yummy piadine ('speciale' + 'Nutella'). Many thanks to the kind customers that bought Europa Vintage Okinawa's goods (following)!!!

A super THANKS to all Mamma Lella's team: SuperChef Eugenio, SuperEriko and SuperStaff - Genta-san and the new entry Sutepanie-san -, good people as much as the F4!




We enjoyed organizing and holding this little event so much that we decided to hold a similar one - but much bigger and somehow different - in mid December (most probably on Saturday 16th): a Christmas Italian Market and Fair, with Italian products, handicrafts, music, food and atmosphere. 

Where? At Mamma Lella's, mochirrron!

La cosa ci è piaciuta, così tanto che abbiamo deciso di ripeterla a metà dicembre (molto probabilmente sabato 16), quando terremo un mercato di natale all'ombra del Tricolore: cucina, oggetti vintage, artigianato, figatine natalizie, musica e forse lezioni di pasta fresca. Non escludiamo la partecipazione di qualche amante della FIAT 500 e delle biciclette italiane. 


Un grazie di cuore per ieri al fantastico team (F4) di Mamma Lella: SuperCuoco Eugenio, SuperEriko e il SuperStaff: Genta-san e la new entry Sutepanie-san, tutta brava gente di cui questo pianeta si può pregiare. GRAZIE RAGAZZI!!! Ci vediamo assieme a Babbo Natale!



sabato 16 gennaio 2016

MAMMA LELLA, WHAT ELSE?



Più o meno un anno fa, a Onna, è iniziata l’avventura commerciale e di vita di Eugenio Bettiol, mio idolo personale, piemontese con molto curriculum in Liguria - ma anche a Tokyo e a Yokohama -, ha tirato su con le proprie manine (e con quelle della bravissima moglie Eriko) un ristorantino italiano come solo riesco a concepire. Atmosfera da trattoria accogliente, zero fighetterie, pappe veracissime (pasta regionale fatta a mano, porchetta e altre mille delizie scodellate dal proprietario; fa persino un buon ragù, se ve lo dice un bolognese…) e, cosa che non guasta, sorrisi stampati in faccia. Gentilezza. Avete presente queste due ultime merci, ormai in via di estinzione? Ecco, da Mamma Lella – questo il nome del locale, dedicato alla mamma che fu di Eugenio-san -, si trova questo e molto di più. 










Da quando ho scoperto il locale, io traumatizzato da anni di proto-ristoranti italioti apparentemente messi su a Okinawa per massacrare la nostra cucina e la nostra lingua, appena qualcuno autodotato mi dà un passaggio vado a investire i miei risparmi da Eugenio. Mi piacerebbe avere più amici autodotati e sfaccendati, per non parlare dei risparmi. Il locale, in un solo anno e qualche giorno di vita, ha giustamente avuto un successo strepitoso. Ogni volta che ci vado vedo Eugenio, tra una padella e l’altra, prendere a frustate clienti che alla porta scalpitano per entrare a locale già straboccante. Temo che a breve dovrà assoldare un buttafuori. Poteri della cucina autentica e della passione messa nel fare le cose.






http://www.mammalellaok.com/




mercoledì 29 maggio 2013

È ORA DI SPIAGGIA!



A Naha fa un caldo di quelli brutti. Non perché la temperatura sia impossibile (28°C la massima, oggi), ma per l'umidità al 90%. Di notte, se non avete una gatta con ansie cacciatrici, che va da finestra a finestra come fosse un puma, siete obbligati a tenere le finestre aperte. Se siete miliardari potete permettervi la bolletta per l'aria condizionata, se non lo siete, come me, vi potete permettere le zanzare. Notti insonni, dunque, in questi giorni. Come tornare in vita, dopo una notte così? SPIAGGIA; è l'unica parola che mi viene in mente. Con un bel po' di protettore solare, e magari con un cappello e un ombrellone. Qui a Okinawa il sole non scherza. Sì, ma quale spiaggia, mi/vi chiederete. Ecco il mio menù di consigli, sull'isola maggiore dell'arcipelago.





In città l'unica vera spiaggia è quella di Naminoue, alla base del tempio omonimo. Facilissima da raggiungere (una ventina di minuti a piedi da Kokusai-dori), è il meglio che Naha può offrire in questo settore. Sabbia pulita e acqua cristallina, soprattutto se osservata dall'alto del viadotto che la domina. Se osservata mentre vi raggiunge l'ombelico non è così pulita, ma meglio del famoso niente. All'ingresso un cartello vi ricorda le mille cose che NON potete fare. Tra quelle che potete fare: il bagno, purché entro i limiti delle boe (un bagnino osserverà attentamente che non le superiate). Musica americana propagata nell'etere e un comodo bagno pubblico, gratuito, nel giardino alle spalle della spiaggia.




A una dozzina di chilometri da Naha, verso nord, la bella spiaggia di Ginowan offre un'ottima alternativa a quella di Naminoue. L'acqua è davvero pulita e cristallina. Ideale se avete un mezzo per raggiungerla. Altrimenti si può prendere un autobus fino al centro convenzioni di Ginowan, la spiaggia è alle spalle di quest'ultimo. Vi imbatterete in numerosi militari americani, la loro base è a due passi. Comodi tavoli dove mangiare se vi siete portati il cibo da casa.





Più a nord, ideale per chi cerca la tranquillità, la spiaggia di Yomitan (http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/2013/02/yomitan-lelegante-fenice.html), dominata da un grande albergo, a breve distanza dal negozio-fabbrica dei dolcetti beni imo (http://unitalianoaokinawa.blogspot.jp/2013/03/e-viola-ma-non-e-un-tulipano.html).






Ancora più a nord, poco lontano da Yomitan, la bella Onna, anch'essa con qualche albergo frequentato dalle coppiette in luna di miele. Ampia spiaggia, un 'ascensore' sottomarino da cui osservare i fondali e possibilità di escursioni in barca.







Nel Sud dell'isola maggiore ci sono diverse spiagge di grande bellezza. La prima, a sud-est di Naha, è quella di Azama Sunsun. Tirata con il righello, ha una 'campana per gli innamorati' (suonatela, vi porterà fortuna) e sabbia bianchissima.





A pochi passi da questa potete prendere una veloce barchetta che in pochi minuti vi porta alla bella isoletta di Kudaka, uno dei miei luoghi preferiti a Okinawa. Il posto vanta la nomea di luogo per streghe e maghi, si dice che rubarne sabbia e conchiglie porti sventura, ma il semplice accarezzarle dà solo piacere. Il villaggio è minuscolo, gli abitanti sono burberi quanto solo un isolano sa essere, ma la sua spiaggia, a pochi passi dall'attracco, è fantastica. Fondali trasparenti fra gli scogli, sguazzarvi è piacere puro.





Un'ultima spiaggia (fra le molte altre) da segnalare nel Sud-est è quella di Mibaru. Qualche alberghetto, sabbia bianchissima, fondali trasparenti. Una barchetta vi può portare a fare un giro così da osservarli attraverso la chiglia di plexiglass. E, nei dintorni, qualche caffè-ristorantino estremamente accogliente e popolare fra i turisti giapponesi (l'Hamabe no Chaya Café, con la sua finestra sul mare, è gettonatissimo). Buona estate!