sabato 27 ottobre 2018

L'OPERA OMNIA

Signore e Signori,
sono lieto di annunciarvi la nascita del mio secondo figlio bokkinawense.
La mamma si chiama Gino e la culla Amazon.
Questo il link alla versione Kindle:


Questo per la più pregiata versione cartacea
(tutte le mie più sentite scuse ai Sigg.ri alberi polacchi):

https://www.amazon.it/dp/1729242359




Questa l'introduzione (per il resto, perfa, amazonatevi):

Che cos’è questa roba  


Questo libro nasce dal blog e dalla pagina Facebook - in arte Fèssbokk - omonimi, nati nel 2012 (credo) durante qualche notte buia, tempestosa e noiosa. Allora moglie - in arte Satoko, e allora non ancora moglie - mi consigliò di raggruppare i miei post di odore turistico su Okinawa - in arte Bokkinawa - precedentemente scritti per (1) promuovere il turismo sensuale italiano nell’arcipelago più meridionale del Giappone dove per sbaglio ero finito l’anno prima e (2) magari agganciare qualche cliente compatriota da scarrozzare in giro durante le vacanze - in cambio, ovvio, di adeguato compen$o. Mi sono sempre fatto influenzare dalle mogli, soprattutto per evitare coltellate alla gola in cucina o nel sonno. Dunque, qualche tempo dopo il blog, inaugurai la pagina FB. All’inizio si trattò di un semplice copia-e-incolla dal blog, in origine un contenitore di articoli destinati alle riviste italiane di turismo, all’epoca in fase terminale. Il blog, poi, si trasformò in una raccolta di fotogiornalismo e di eventi legati alla mia personcina in terra okinawense: lezioni di cucina, feste private e festival, italianate al sub-tropico, proteste contro le basi militari americane, amore per i gatti ecc. Come tutti i blog, partì in quarta: post frequenti e ricchi di sentimento. Come tutti i blog, nel tempo perse spinta. Oggi vi pubblico qualcosa quando e solo se sono stato travolto da un evento particolare, più o meno ogni morte di papa. I tempi della promozione turistica sono tramontati da quando ho abbandonato l’idea che il sagace ente del turismo locale potesse mai investire sul mediamente colto turismo europeo (via me), anziché, come poi ha fatto, sul boscimano turismo di massa cinese.
In parallelo, ma imboccando un’autostrada molto divergente, la pagina FB ha preso un’altra piega. Lentamente si è trasformata in uno sfogatoio di piccole frustrazioni quotidiane: quelle di un gaijin, straniero, trasferitosi su Marte, a contatto quotidiano con i marziani. Ma anche in un chiaccherificio da parrucchiera, perché in fondo il gossip dà sugo alla vita, nonostante quello che ne dicano gli intellettuali nei salotti colti.Scrivere mi è sempre fisicamente piaciuto assai, almeno da quando ho smesso di farlo come obbligo a scuola. Trovandomi poi, spesso, solo e circondato da alieni, la pagina FB è stata, in questi anni, una piccola ancora di salvezza nei momenti in cui l’atmosfera rossa e priva di ossigeno di Marte mi toglieva il respiro.



Negli ultimi periodi alcuni seguaci della fèss-pagina mi hanno chiesto perché vivessi a Okinawa, se mi sta così stretta. Mi sono così trovato a dover dare spiegazioni. No, signori, Oki non mi sta stretta. Se sono finito qua, dopo un quarto di secolo di peregrinazioni fotografico-esistenziali in mezzo mondo, è anche perché ho stanato quello che, per me, è il famoso meno-peggio. Distrutto nell’animo dalle giungle precedenti in cui ho vissuto (Italia, Brasiu, New York, Goa), soprattutto grazie al rumore delle scimmie che le popolano - ho orecchie sensibilissime collegate direttamente a cervello, cuore e minchia, la mia tolleranza per gli urlatori di cazziloro ai telefoni nei treni FS è da anni sottissimo lo zero -, a Okinawa ho trovato un equilibrio fra vita produttiva (nonostante i cinquantadue anni suonati sono ancora in pista), educazione media degli indigeni (ma più passa il tempo più sto rivedendo la pratica) e pace interiore (di recente in forte pericolo di disequilibrio). Oggi non saprei quale altrove ipotizzare come piano B, per cui direi che ancora per un po’ razzolerò da queste parti, inshallah.
Il mio amore per la chiacchiera, unito all’altrettanto forte amore per le puttanate, in questi annetti mi ha fatto scrivere cosine che, come effetto collaterale, hanno avuto quello di perdere qualche amico per strada. Gente incredibilmente permalosa, ai limiti del meridionalismo più da cliché, stizzita per essere stata momentaneamente il bersaglio di mie occasionali chiacchiere pubbliche cazzare, che mi ha abbandonato come si fa con i cani negli Autogrill ad agosto. Forse, ogni tanto penso, se li ho persi così facilmente non erano poi grandissimi amici, dunque meglio averli perduti che coltivati.



Nel corso della sua evoluzione, la pagina FB è stata sotto il costante attacco dei compatrioti a caccia di piani B (lavoro, fuga dal Bel Paese, vita nuova su altri pianeti) e di informazioni turistiche. Agli inizi portavo pazienza, in quanto da bimbo ho subito addirittura la cresima. Poi, lentamente, venendo abbordato on-line da macachi impazziti, che davano per scontato che, in quanto fratello d’Italia, nel nome del santo Tricolore dovessi loro spiegazioni/informazioni/salvagente, ho alzato gli scudi. Oggi rispondo solo a quelli che prima mi spediscono triangoli di Parmigiano mai sotto il chilo; gli altri, quelli che dovrebbero passare un quinquennio in un collegio svizzero prima di essere abilitati all’utilizzo del computer, li dirotto al volo su un link scritto a loro immagine e somiglianza, titolo: ‘Okinawa, istruzioni per l’uso’ (e poi ditemi che non sono gentilissimo). Nel corso del tempo, inoltre, sono stato abbordato da psicopatici di natura assortita, bannati al volo. La vita è troppo breve per ascoltare le minoranze rompi cazzi.
Dai primi scritti su FB di Un italiano a Okinawa a oggi una cosa non è cambiata: la capacità di moglie di lavorarmi ai fianchi, di travolgermi con idee e progetti per un Futuro Migliore (?). Così, oggi al ristorante, è tornata all’attacco, mi ha fatto il lavaggio del cervelletto, e quando ho pagato il conto ho capito che, ancora una volta, aveva vinto lei. Il libro s’adda fa. E qui sta. La mia speranza: che sia godibile anche da parte di chi non mi conosce personalmente e non sia un fanatico di giapponesate. Ovviamente dovrebbe essere più comprensibile da parte di chi conosce bene il Giappone e, in particolare, Okinawa, ma spero che anche altri possano passarci qualche mezz’oretta sotto il casco della parrucchiera senza sbadigliare. Per chi è culturalmente nippo-privo, ho compilato un minuzioso glossario che troverete in appendice (e poi ditemi che non sono gentilissimo).


La struttura di questo libro è, si può dire senza rischiare di essere giudicati ineleganti, a rutti. I fèss-post, in particolare, sono rime brevi, che sanno di digestione accelerata a scartamento ridotto. Siate buoni e, soprattutto, elastici: mettete voi l’UHU, fra un ruttino e il successivo, per costruire l’unicum nascosto. Ho provato a dare un’unità al tutto, raggruppando diversi post per ‘famiglie’, anche se l’ordine cronologico con cui furono originariamente scritti è andato a farsi benedire. Da questo puzzle sono stati amputati gli scritti più noiosi, di informazione geo-turistica, così come quasi tutti i post in inglese, datati, o i link a post altrui. Alcuni post sono stati lievemente rimodellati, per (provare a) dare un senso al tutto e anche perché l’editing è un duro lavoro senza fine: non importa quanti occhi passeranno allo scanner un testo o quante volte lo rileggerai, ci sarà sempre qualche refuso lì a rompere l’anima.
Amarena Fabbri sulla torta: solo i lettori che avranno spaccato il salvadanaio per possedere questo libro riceveranno in omaggio la strenna natalizia ‘24 ore’ che conclude il testo. Scritta apposta per il libro, non è stata mai postata ed è ricca di sogni nel cassetto.
Un consiglio per la lettura: trattasi di lungo polpettone di intenso peso specifico. Masticatelo a piccoli bocconi, un po’ per volta, altrimenti rischierete di soffocare. Potrebbe essere una lettura per iniziare la giornata, un trancio e non di più, magari quando siete in seduta stampa prima di affrontare le fatiche quotidiane. Solo così, forse, riuscirete ad arrivare all’ultima pagina.
Per chiudere in bellezza, i ringraziamenti. A moglie-Satoko, per sette anni e più di lavoro ai fianchi: senza di lei la mia Okinawa non sarebbe quasi esistita, e così questo libro. All’amico Emanuello, buono-bravo-e-bello, che mi ha aiutato a partorire questo oggetto dalle cosce di mamma Amazonia senza $venarmi. E all’amico Gino Goya, da qualche anno compagno di merende bokkinawensi, bolognese come me (lui di periferia, io dei nobili colli), con molti meno peli di me ma anche con molti meno anni: senza di lui la mia vita su Marte sarebbe (stata) molto più difficile.




sabato 11 agosto 2018

NAZIS FROM ILLINOIS, ONCE MORE


A lot of rain didn’t stop the annual protest against the destruction of Henoko Bay, today, at Onoyama Koen, Naha. Nor did the ridiculous circus of the ultra-nationalists, a evergreen play that never misses this kind of situation. Many people dressed in blue – the color of the ocean, in danger to build a larger military base for the American Marines of Camp Schwab – participated in the park near my home. As usual my fresh haircut must have made many people think that I was a not-so-well-disguised Marines’ spy… So much that a young journalist of the Ryūkyū Shimpō, one of the two main newspapers of Okinawa, interviewed me. Tomorrow I guess I’ll be on the paper. I hope they’ll publish the photo with Sato-doll, the alter ego of my wife that today couldn’t come to the event and so gave me her… fabric-clone to bring along.












The most touching moment? Just before the rally started, when some people on the stage gave their sincere ARIGATOU to Takeshi Onaga, the popular governor of Okinawa that passed away three days ago after over four years in charge. The thankful sign has been followed by a recorded message of Onaga. Hearing his voice once more, but this time without him in person, was quite moving. And so the minute of silence to commemorate him.




As usual, some people wore dugong-shaped hats, to symbolize the rape of Mother Nature through one of the most endangered animals of the archipelago. Then everybody showed their NO signs to photographers and TV video-cameras, to stress once more their clear opposition to the further militarization of Okinawa (Miyako-jima will be the next victim, with a huge project for a Japanese military base wanted by the prime minister Abe). Once more, nature bye-bye for the happine$$ of the weapons lobbies.





I just finished to tell my Italian friend Gino at the phone that this year I hadn’t seen the kinky ultra-nationalists, a group of loud and cheesy guys paid by Tokyo that have their gang-base in Itoman. Few minutes later they arrived, with six vans and a bunch of flags of the kamikaze period. War music, terrible (plumber/electrician) fashion, tattooed fingers, under-elementary school education and several haircuts to be reviewed by some consultant. I don’t know why, but every time I see them I immediately remember the epic scene of the ‘Nazi of Illinois’ in the glorious movie ‘The Blues Brothers’. As usual they made their karaoke-style show, yelling first-graders-level offences to the pacifists, with a wonderful yakuza intonation that my friend Gino can imitate as a master. Their yells, actually, sounded more like guttural sounds as of somebody puking… I love this kind of anthropological moments and my Nikons always ask me to bring them to such juicy shows.






As many other times before, some pacifist got fished by the funky-guys provocations and started an almost-fight. Always almost, because the game here is every time the same: the police blocks the plumbers, pushes them back into their kinky vans, then they can start the circus again. In the end nobody gets hurt and the right of expression for everybody has been respected (no matters how miserable and ugly that expression may be). Often, watching this kind of situation, I think of my country, where stones and bottles would fly like seagulls on the face of everybody for half square kilometer all around… Here nobody visits hospitals or police stations afterwards.
Japan, undoubtedly a interesting country.

venerdì 3 agosto 2018

ITALIAN SUMMER FAIR AT CARGOES


THANKS to all the nice people that in the last two weeks visited 'Europa Vintage Okinawa's fair at Cargoes Mall, along Kokusai-dori, in Naha! It has been a new experience for me - I didn't become rich but I enjoyed a lot of air conditioned, met old and new friends and, last but not least, spread a little bit of European culture in this remote corner of the planet. Sometimes I felt like a... geography teacher, explaining where orecchiette and limoncello come from. I don't work for the Italian tourism board, but I guess during the past days it should have paid me...



















Special THANKS/GRAZIE/ARIGATOu to the helpful staff of Cargoes Mall and to my friend Michie-san of Lapis shop who supported the event; to my dear friend Gino Goya for helping with his Goya-mobile, as well as to the partners of this fair: Atelier Tibitoko (kawaii handicrafts), guest-house La Passione (with the fantastic olive oil from Olivandro/Sicily) and Prosciutto & Melone Curtis Naonis (Italian food imported based in Itoman)!!!




sabato 19 maggio 2018

ITALIAN(O) VEGAN(O)



THANKS A LOT to all the nice friends that today came to my Italian vegan cooking class at Taste of Okinawa restaurant. It has been a real pleasure meeting you and cooking for you. Ten people - nine ladies and one gentle gentleman - from six different countries! Australia, Brazil, Bulgaria, India, Japan and U.S.A., plus an Italian guy... We made 1 kg of strozzapreti and 1 kg of piadina, then a serious amount of friggione, caponata and peperonata. Dolce and espresso a go-go. Fun and calories.


















A special どもありがとうございます to Tomo-san - owner of Taste of Okinawa - and to his gentle sister Rina-san, very helpful both, as usual. And also a special GRAZIE to Luna-san for giving me a new cage for cats TNR, for buying some goods of Europa Vintage Okinawa and for the nice photos, to Fumie-san for her healthy veggies from her farm in Nanjo, to Mirco-san for the precious transport-help, to Payal-san for saying that my food was better than the one she just had in Puglia (I know, it's a lie, but I loved it!) and to Sam-san to say 'mangia! mangia!' in Italian(o). An arrivederci to Rhonda-san, and buona fortuna! for your next adventure (food first) in Napoli.




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2nd round:
VEGAN RAVIOLI at Taste of Okinawa
3rd March 2019

THANK YOU VERY MUCH,
MUCHISSIMAS GRACIAS.
GRAZIE MILLE
To all the nice people that today came to my vegan ravioli cooking class at Taste of Okinawa!
It has been a great happiness for me to meet new friends and having some calories-fun together.
We made a serious amount of ravioli filled with potatoes, green olives and fried onions. As usual, participants loved piadina, I wish I had had time to make many more for you...




 









A super-どうもありがとうございます to Tomo-san and Rina-san for allowing me once more to use their very beautiful space (Taste of Okinawa), as well as to my friend Fumie-san, Okinawan farmer that provided yummy, organic, fresh vegetables!
Muchissimas gracias to Lorena Alvarado for some of these photos!


Next cooking class (vegetarian one) in three weeks at Vino Vino, then a month in Italy also to study new, challenging dishes.